“Parco delle Risorse Circolari”: dietro il piano Gualtieri un inceneritore da 600.000 tonnellate

da | 21 Ott 2025 | Inceneritori, Rifiuti | 1 commento

Un nome “green”, un progetto che non lo è

Si chiama Parco delle Risorse Circolari, ma dietro la facciata ecologica si nasconde un mega-inceneritore da 600.000 tonnellate annue di rifiuti.

Il progetto, promosso dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri in qualità di Commissario Straordinario ai Rifiuti, rappresenta uno dei punti centrali del Piano di Gestione Rifiuti di Roma Capitale.

Nelle intenzioni, dovrebbe avvicinare la città all’autosufficienza nella gestione dei rifiuti; nella realtà, secondo le osservazioni tecniche depositate, rischia di allontanarla da ogni principio di economia circolare sancito dalle direttive europee.

Le criticità ambientali

Il documento di analisi tecnica mette in luce numerosi aspetti allarmanti: dall’incremento delle emissioni climalteranti e delle polveri sottili, alla produzione di ceneri tossiche che dovranno comunque finire in discarica.

Ogni anno l’impianto genererebbe 4,5 miliardi di metri cubi di fumi contenenti CO₂, NOx, SOx, diossine, furani e metalli pesanti.

Un impatto che — si legge nelle osservazioni — violerebbe il principio europeo “Do No Significant Harm” (DNSH), che vieta qualsiasi intervento pubblico capace di arrecare danno significativo all’ambiente.

L’economia circolare rimossa

Uno dei punti più contestati è l’assenza di un reale modello di economia circolare.

Il piano Gualtieri, infatti, privilegia la combustione dei rifiuti indifferenziati a discapito di interventi su riduzione, riutilizzo e riciclo: le uniche azioni realmente sostenute e finanziate dall’Unione Europea.

Il risultato? Una strategia che congela la raccolta differenziata di Roma (oggi ferma al 46%) e rischia di bloccare ogni reale progresso verso gli obiettivi europei di riutilizzo e riciclaggio al 60% entro il 2030.

Inoltre, le ceneri residue dell’incenerimento — circa 150.000 tonnellate annue tra scorie e polveri pericolose — restano senza una destinazione chiara e sicura.

Impatto economico e sociale

Oltre ai rischi ambientali, le osservazioni sottolineano le ricadute economiche dirette per i cittadini.

Per i prossimi 30 anni, Roma Capitale dovrà sostenere i costi di gestione e ammortamento dell’impianto, con una probabile aumento della Tariffa Rifiuti (TARI).
Un paradosso: i cittadini pagheranno di più per un sistema che ricicla di meno e inquina di più.

L’assenza di una reale strategia di riduzione dei rifiuti, unita alla dipendenza da tecnologie ad alto impatto, rischia di legare la Capitale a un modello superato, in contrasto con la transizione ecologica europea.

Un invito all’informazione e alla partecipazione

Le Osservazioni tecniche al procedimento di V.I.A. non sono un documento ideologico, ma un’analisi dettagliata basata su normative, studi scientifici e parametri ambientali.

Il mio documento è una delle cinque relazioni di professionisti esperti che costituiscono le osservazioni depositate il 15 ottobre u.s., tra cui una relazione sugli aspetti giuridici, una relazione sanitaria di ISDE Lazio, una idrogeologica, una paesaggistica.

Hanno sottoscritto le nostre osservazioni l’Associazione per la decrescita, l’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà, il circolo romano del Movimento Decrescita Felice.

Perché il futuro ambientale di Roma non può essere deciso nel silenzio.

Informarsi è il primo passo per partecipare.

👉 Leggi il documento completo delle Osservazioni tecniche qui: https://massimopiras.it/wp-content/uploads/2025/10/OSSERVAZIONI-TECNICHE-AL-PERCORSO-DI-V.I.A.-DEL-PIANO-GESTIONE-RIFIUTI-DI-ROMA-CAPITALE-2.pdf

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1 commento

  1. Graziano Galli

    È l’ equivalente dell’inceneritore Silla2, in Milano, Municipio7.

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